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Il sindaco Cioccarelli: "Le Montagne sono di per sé divisive, ma i passi esistono per far incontrare e collaborare chi ci vive e opera con fatica".

È stata impressionante per partecipazione la manifestazione del 25 Aprile tenutasi oggi all'Aprica. Per celebrare la ricorrenza della Liberazione dal nazifascismo nel 1945, sono infatti convenute sulla località di passo decine di autorità amministrative valtellinesi e camune, militari e religiose, oltre ad alcune centinaia di cittadini. In tutto un corteo d'un migliaio di persone, che ha riempito durante la sfilata mezzo Corso Roma.

aprica sfilata del 25 aprile fede0

Voluto dall'Amministrazione aprichese e concordato con le Provincie di Sondrio e Brescia, l'evento ha subito per l'occasione un interessante strappo alla regola, che per Sondrio vuole la manifestazione alternarsi nelle località principali di fondovalle. Quest'anno sarebbe toccato a Chiavenna, che ha però accettato di lasciare il passo ad Aprica per una celebrazione interprovinciale unica nel suo genere.

Preceduta il 10 aprile scorso dall'incontro - sempre all'Aprica, definito dalle Fiamme Verdi "il passo che unisce" - di oltre seicento studenti delle terze medie di alta Valcamonica e media Valtellina nel segno della Memoria, la cerimonia si è sviluppata ordinatamente con decine di stendardi. Da Piazza Mario Negri scultore (Municipio), il corteo si è spostato al monumento ai Caduti della cosiddetta Piazza Palabione, dove ci sono stati gli onori militari e la deposizione della corona d'alloro, alla quale ha partecipato il sindaco della località ospitante, dr.sa Carla Cioccarelli.
Sono poi seguiti i discorsi ufficiali del sindaco di Aprica stesso, del presidente della Provincia di Brescia Pierluigi Mottinelli, dei presidenti ANPI Sondrio e Valcamonica e, infine, del presidente della Provincia di Sondrio Luca Della Bitta. Se i discorsi dei presidenti ANPI, specie quello di Sondrio, hanno volato alle altezze siderali dei più nobili principi politici, toccando i temi del lavoro che manca, del dovere di accogliere i migranti, della redistribuzione della ricchezza e dei conflitti mondiali da regolare con armi diplomatiche e non belliche, più concreti sono stati quelli dei presidenti di Provincia. Sia Mottinelli prima che Della Bitta poi hanno avuto apprezzabili accenni concreti: strade interprovinciali da aprire-sistemare-gestire, "liberazione" dalle tante problematiche montane, fattiva collaborazione comune, abbattimento dei muri amministrativi, ecc. Della Bitta non ha comunque voluto rinunciare a un auspicio-raccomandazione morale, sintetizzato in tre parole: unità, impegno, speranza.
Tutto suggestivo e perfino solenne, specie le musiche de La Canzone del Piave, Il Silenzio, l'Inno di Mameli, ecc., suonati dalle bande di Aprica e di Sonico, incluso il ritmo di marcia imposto dai tambuti fino alle porte del Santuario di Maria Ausiliatrice, all'interno del quale ha celebrato la Messa mons. Tino Clementi. Impossibile nominare tutti i sindaci presenti - più di una ventina - ma corre perlomeno l'obbligo di citare quelli i cui stendardi erano i primi del corteo, Silvio Marcello Citroni di Cevo e Martino Luigi Martinotta di Corteno Golgi, municipalità che si fregiano della medaglia di bronzo al valor militare per attività partigiana. Sfilavano a lato dello stendardo della Città di Sondrio, medaglia d'argento con la stessa motivazione.
Per la cronaca, ha organizzato la manifestazione un comitato composto da Provincia di Sondrio, Comuni e Comunità Montane di Sondrio, Bormio, Chiavenna, Morbegno, Tirano, CISL, CGIL UIL, ANPI Sondrio con sede presso la Provincia di Sondrio, in coordinamento con la Prefettura di Sondrio e l’apporto della Provincia di Brescia, del Comune di Aprica, delle Fiamme Verdi e dell’ANPI di Valle Camonica.

 

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