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Incontro tra scuole camune e valtellinesi nel segno della Memoria

Visto che si parla di Mortirolo e di Aprica, l’evento avrebbe anche potuto intitolarsi I passi che uniscono, ma lunedì 10 aprile 2017 sarà Aprica quello direttamente protagonista, perciò Il passo che unisce è titolo perfetto e suggestivo insieme. Si tratta di un interessante incontro interprovinciale sui temi della Resistenza e della Memoria, da tenersi presso il Palazzetto dello Sport della località, dove si incontreranno gli studenti delle classi terze della scuola di primo grado provenienti dalle scuole dei comuni siti nel territorio dell’Ecomuseo della Resistenza in Mortirolo. Che sono Aprica, Corteno Golgi, Edolo, Malonno, Monno, Sonico, Tirano, Villa di Tirano.

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La manifestazione si inserisce nel quadro delle attività di celebrazione del 25 aprile interprovinciale unitario tra le Amministrazioni Comunali della Valtellina e quelle coinvolte nel contesto di detto Ecomuseo. Nello specifico, l’ipotesi di lavoro parte dalla convinzione che sia fondamentale coinvolgere le giovani generazioni nel processo di elaborazione della Memoria, al fine di garantire che la stessa possa essere un valore di investimento sul futuro e non il solo ricordo del passato.

Emozione all'Aprica per la consegna ufficiale e la collocazione del prezioso oggetto appartenuto all'ultimo papa santo

Aprica, 10 marzo 2017. Ci volevano l’ispirazione e la perizia esecutiva di un grande artista del legno come Andrea Fanchi per valorizzare esteticamente con una meravigliosa teca lignea un oggetto di per sé preziosissimo, ma semplice come un bastone. Dove la preziosità di quello che è a tutti gli effetti un alpenstock vecchia maniera, con tanto di puntale e cordino per infilarci il polso, è rappresentata dal fatto d'essere appartenuto a San Giovanni Paolo II.

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Lino Zani, il depositario del dono avuto dal papa polacco quando non fu più in grado di andare con lui per montagne, lo ha custodito per anni nella sua casa di Temù in alta Valcamonica, a poche decine di km dalla valtellinese Aprica. Pochi km che rappresentano però a volte, per lo spiccato senso di appartenenza alla propria valle, una distanza siderale con quella vicina. Non è stato così in questo caso e l'amatissimo papa ha compiuto, tra gli altri più grandi, il piccolo miracolo di far stringere per una volta la mano alle due valli confinanti.

Giovedì sera, 2 marzo, i fortunati ospiti di Aprica hanno potuto godere di una seconda, gustosa manifestazione in pochi giorni. Dopo l'eclatante Sunà da Mars di martedì, ecco infatti la Festa par i Sciori (Festa per l'Ospite), inscenata e soprattutto cucinata nella contrada San Pietro.

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Dopo la benedizione del parroco don Claudio Rossatti e il taglio del nastro da parte della decana di contrada Adele Negri, la folla impaziente ha invaso le viuzze del vecchio borgo, dove numerose famiglie di residenti hanno, come almeno da una dozzina d'anni a questa parte, aperto le porte delle case, delle cantine, delle dispense e di casette allestite all'uopo per offrire ai turisti tipicità e leccornie di ogni tipo.

NOTA BENE - Stasera 2 marzo nuova grande tradizione folk: la Festa par i Sciori nella contrada San Pietro.

Aprica, 1° marzo 2017. Invece che l'attesa nuova erba nei prati e nei pascoli di Aprica, necessaria per i fienili quasi vuoti, la tradizione del Sunà da Mars edizione 2017 ha chiamato nientemeno che una copiosa nevicata. Se dalla profonda Liscedo - tra l'altro assegnataria del prestigioso ma pesante campanaccio-simbolo da portare per oltre due chilometri - è salito uno sparuto gruppetto degli ultimi residenti sotto pioggia mista a neve, duecento metri sopra, al valico, i fiocchi cadevano fitti, tanto che al culmine della manifestazione il manto misurava quaranta centimetri.

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Pazienza, l'erba crescerà un po' più tardi e - tra l'altro - sarà buona e abbondante proprio anche per merito delle ultime precipitazioni, invero necessarie da tutti i punti di vista.

Nevica abbondantemente sulla più bella tradizione d'Aprica

Oggi 28 febbraio 2017 la neve cade a larghe falde su Aprica e preannuncia un Sunà da Mars completamente bianco. L'erba che stasera mille campanacci provenienti dai fienili vuoti e dalle affamate stalle invocheranno, dovrà aspettare ancora a crescere. I contadini dovranno raschiare la brósca nelle masù e gli armenti saranno costretti ad accontentarsi dei resti dentro le ormai vuote preséf.

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A gioirne sarà però tutta la comunità sciistica, che nelle mense degli alberghi, dei ristoranti, dei rifugi e di ogni altra struttura turistica ha scorte abbondanti d'ogni ben di Dio per sfamare le tribù di sciatori entusiasti. Sciatori entusiasti di una stagione inaspettatamente apprezzabile per il costante clima fresco e per la magnifica neve che persite su ogni pista del comprensorio.

Dopo quella recente di Linea Bianca, Aprica sta per ospitare di nuovo una troupe della RAI, l’emittente pubblica nazionale. Si realizzeranno nella stazione sciistica orobica, infatti, dal 15 al 17 febbraio, le riprese che saranno successivamente messe in onda nella trasmissione Next di RaiGulp (can. 42 del digitale terrestre), con protagonista la Scuola Italiana Sci.

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All’interno del magazine televisivo, rivolto ai ragazzi dagli 8 ai 14 anni in onda il sabato alle ore 11:55, per ben sei puntate e dopo analoga iniziativa realizzata in altra località alpina, si ripeterà l’insegnamento dello sci nei confronti dei giovani, questa volta targato Aprica.

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